Ossimoro

 

Finalmente sento di nuovo la voglia di scrivere. Un periodo di grandi cambiamenti. Barcellona è sempre una città che ti lascia senza fiato. <<Se ti lasci ispirare, Barcellona ti guiderà e ti sorprenderà>>. Aveva ragione A. quando mi parlava della bellezza di Barcellona.

Mi sono svegliato con il profumo della pioggia. Una tempesta estiva ad ottobre.

Pioveva molto, ma non ho avuto la sensazione di malinconia che la pioggia concede a chi possiede il “meraviglioso” dono della meteoropatia.

Oggi mi sveglio così: con una tenera malinconia.

Barcellona è una città degli ossimori. Mi lascerò ispirare per vivere ancora queste emozioni contrastanti che mi ricordano di quanto sia stupefacente la semplicità.

 

Sorridi, perché la tempesta è necessaria per vedere l’arcobaleno.

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Quant’è teneroso e #petaloso il cambiamento!

#petaloso

Già, petaloso. E chi se l’aspettava? Non avrei mai immaginato che sui social si sarebbe scatenato un putiferio per una parola così carica di tenerezza.

Sarà che la gente ha paura della diversità? Forse sto allargando troppo il campo. Tuttavia, non riesco proprio a capire chi si accanisce contro la novità, in questo caso linguistica. L’italiano, fino a prova contraria, dovrebbe essere una lingua viva. Il che la rende fulcro di continui cambiamenti. Sono proprio queste piccole variazioni che alimentano la speranza. E se l’ipotesi secondo la quale la lingua rispecchia la cultura e viceversa fosse vera, allora non dovremo far altro che esserne contenti.

Certo è che ogni cambiamento va valutato con pazienza e prudenza, ma tutto sommato la tenerezza non dovrebbe avere bisogno dell’approvazione.

Io stesso, cercando di riflettere su quello che faccio, spesso cado nell’ipocrisia dell’età adulta. Pensare è importante. Anche lasciarsi andare ogni tanto lo è.

In medio stat virtus.

E #petaloso is the new virtus.

Oggi ho capito che una piccola parola nuova piena di tenerezza riesce a turbare chi di tenerezza non ne ha.