Tra una Vorfreude e l’altra

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Die Vorfreude ist die shönste Freude

Così recita un proverbio tedesco. Sono sempre stato affascinato da questa lingua, ma non ho mai iniziato a studiarla veramente.

Il suo sistema linguistico permette la costruzione di parole che sono, talvolta, più precise di quelle italiane. Come in questo caso: Vorfreude ist di shönste Freude.

Vorfreude, una sorta di gioia prima della gioia. La gioia che ho sempre provato prima di raggiungere un obiettivo, quel brivido di impazienza che permette di assaporare il sacrificio. Sentivo da giorni che volevo scrivere qualcosa. Probabilmente avevo perso di vista la “Freude” l’obiettivo che mi ero posto e che per qualche assurdo motivo avevo dimenticato. E di conseguenza, anche la “pre-gioia”. Quando avvengono grandi cambiamenti, quando si raggiungono grandi obiettivi, si può cadere nella pigrizia. E, come si sa, l’ozio è il padre dei vizi.

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La Vorfreude mi ha ricordato che non è la meta quello che conta, ma è il viaggio in sé che permette di essere felici.

Perciò, amici miei, buon viaggio.

Dalla Calabria, per il momento è tutto.

 

 

 

 

 

 

Il mappamondo delle mezze verità

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Avevo scritto questo titolo tempo fa, in un momento in cui mi sembrava un colpo di genio. Ma ora non riesco a ricordare cosa volessi dire con un titolo del genere. Probabilmente era uno di quei giorni in cui cercavo di riflettere sul valore della verità e della menzogna. Quante bugie raccontiamo durante l’arco della vita? Perché le raccontiamo? I fattori da considerare sono molti. C’è chi mente per egoismo e c’è chi mente per altruismo. O per entrambi.

https://youtu.be/7KjIDyIkmlk

E, per quanto mi riguarda, viaggiare mi mette a contatto con la verità. Inizio a capire i miei limiti e a convertire ogni bugia in nuove verità.
Non è il caso di nascondersi dietro a un dito.

Mappamondo delle mezze verità… Spremo le meningi. Le mezze verità sono bugie? È pericoloso convincersi con mezze verità? Costruire ricordi non veri è un’operazione comune?
Mi è capitato di ascoltare storie inventate senza che l’interlocutore sapesse che io ero a conoscenza della verità e, valutando di volta in volta, mi convinco sempre più che la verità non sia per tutti.
Forse intendevo proprio questo con il titolo:

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occorre saper osservare per raccapezzarsi di fronte al mappamondo delle mezze verità.

La sostanza assume una valenza… Oh una farfalla!

 

Stavo ripetendo il mio discorso per domani quando ho visto una farfalla. Addio discorso, ovviamente. Non potevo credere che una scena così stereotipata mi potesse realmente capitare.

La farfalla diventa dunque un pretesto di riflessione.

Riflessione sul cambiamento, sulla trasformazione che avviene in ognuno di noi con il passare del tempo. Si cambia anche quando non si vuole, tuttavia una metamorfosi voluta è frutto di una scelta. E l’insieme delle scelte forma chi siamo.

“Well, I’ve been afraid of changing ‘cause I built my life around you”.

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Una volta, la professoressa di filosofia del liceo mi disse:

“Per diventare una farfalla bisogna prima morire da bruco”.

Bisogna avere coraggio per lasciarsi andare. Sempre.

Πάντα ρει

Quant’è teneroso e #petaloso il cambiamento!

#petaloso

Già, petaloso. E chi se l’aspettava? Non avrei mai immaginato che sui social si sarebbe scatenato un putiferio per una parola così carica di tenerezza.

Sarà che la gente ha paura della diversità? Forse sto allargando troppo il campo. Tuttavia, non riesco proprio a capire chi si accanisce contro la novità, in questo caso linguistica. L’italiano, fino a prova contraria, dovrebbe essere una lingua viva. Il che la rende fulcro di continui cambiamenti. Sono proprio queste piccole variazioni che alimentano la speranza. E se l’ipotesi secondo la quale la lingua rispecchia la cultura e viceversa fosse vera, allora non dovremo far altro che esserne contenti.

Certo è che ogni cambiamento va valutato con pazienza e prudenza, ma tutto sommato la tenerezza non dovrebbe avere bisogno dell’approvazione.

Io stesso, cercando di riflettere su quello che faccio, spesso cado nell’ipocrisia dell’età adulta. Pensare è importante. Anche lasciarsi andare ogni tanto lo è.

In medio stat virtus.

E #petaloso is the new virtus.

Oggi ho capito che una piccola parola nuova piena di tenerezza riesce a turbare chi di tenerezza non ne ha.

La felicità è reale solo se è condivisa – Parte 2

Ti auguro il vuoto e la coralità

 

Accompagno sempre la lettura con la musica, riesce ad amplificare la potenza delle parole.

 

Vuoto

Una parola che mi fa venire i brividi questa. Forse me ne vergogno, per questo sento la pelle d’oca percorrermi la schiena fino ad esplodermi su tutto il corpo. Oggi è una giornata grigia. Fredda. E purtroppo si riflette sul mio umore. Come fare per percepire il sole anche se non si vede? Vorrei essere capace di soffiare così forte da poter spostare le nuvole. Essere forte per poterlo spostare anche per chi avrebbe bisogno di quel sole più di quanto ne abbia io. La sofferenza ti fa concentrare sulle nuvole, ti toglie la speranza di una giornata di sole. La sofferenza rende egoisti senza esserlo, annebbia la vista e corrode dall’interno.

E la solitudine diventa la ciliegina sulla torta in momenti come questi.

Per tantissimo tempo mi sono ripetuto che ero in grado di superare le difficoltà con le mie forze. Mi ripetevo che il tempo poteva trasformare la tristezza in gioia.

Ma quello che ottenevo era soltanto apatia. Avevo bisogno di aiuto. Mi veniva offerto e io non lo capivo.

E il vuoto mi sovrastava.

È davvero una brutta sensazione.

 

Esco. Chiudo gli occhi. Sento il vuoto.

Lascio che il vento accarezzi il mio volto.

Lascio che quella melodia sfiori il mio dolore.

Che mi metta a contatto con il vuoto.

Che mi metta a contatto con un nuovo inizio.

Per questo cerco di rendermi utile. C’è bisogno di aiuto disinteressato. Per quando le persone si sentiranno pronte a chiederlo. Toccare il vuoto insieme a qualcuno è la conferma dell’esistenza del sole.

Questo è per te, se lo leggerai saprai che sto soffiando per te, insieme a te. Il sole c’è. Ti voglio bene.

Buon viaggio

Alba di un nuovo viaggio.
Il viaggio dà speranza, riempie il cuore di una nostalgia di un futuro ancora da vivere.

Nostalgia di una serenità puerile che accompagna il percorso verso l’età adulta.

Pensieri melliflui di buon auspicio.
Buon viaggio a chi ha toccato la neve a mani nude e che ha sentito quel gelo che gli scalda il cuore, in ricordo di tempi passati.

Buon viaggio a chi cerca la speranza che non ha.

alba roggiano Buon viaggio.