Close your eyes, listen to my voice.

Tempo fa mi trovavo in treno per uno dei miei soliti viaggi da studente fuori sede. Viaggio affrontato più di una volta: sveglia presto, macchina fino alla stazione, treno per circa tre ore, pausa di un’ora e di nuovo in treno per altre tre ore. Quando viaggi spesso impari ad ottimizzare il tempo di viaggio e quelle sette ore e mezza sembrano molte di meno. Alle volte invece capita di affrontare viaggi interminabili durante i quali due ore sembrano cinque. Sono quei viaggi in cui la meta non giustifica il viaggio, i pensieri si ingigantiscono e il tempo trascorre lentamente. Oltre a viaggiare fisicamente, viaggi con la testa cercando una meta di tranquillità.

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 La sensazione che si ha è paragonabile a quella in cui mentre sei seduto sul treno, guardi il mare illuminato dal sole di mezzogiorno, ti abitui a quell’immagine e ti lasci cullare dagli alberi che appaiono e scompaiono ad intermittenza. Quando all’improvviso il treno entra in una galleria, buia, interminabile che ti fa perdere l’orientamento, così anche i pensieri non riescono a ritrovare il nord e l’unica cosa che riesci a pensare è alla fine della galleria. Rivedere la luce, il mare, gli alberi… hey there Delilah, don’t you worry about the distance.

Close your eyes, listen to my voice.

Anche queste sensazioni alimentano la mia voglia di viaggiare.

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2 pensieri su “Close your eyes, listen to my voice.

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